A breve il Comune di Arcevia dovrebbe firmare un protocollo d’intesa con la Wavemax S.R.L., aprendo la strada alla banda larga che finalmente avrà un’opportunità nel territorio comunale con il WiMAX, la nuova frequenza che sarà progressivamente disponibile e che a breve sarà possibile utilizzare fornendo un importante aiuto al superamento del digital divide, ovvero della mancanza di banda larga.
I servizi Wimax seguiranno un piano di copertura che potrà raggiungere la pubblica amministrazione, i privati e le imprese. “L’intero territorio delle Marche – si legge in una nota del consiglio di amministrazione di Wavemax – può sicuramente dirsi privilegiato da questo momento in poi, visto che avrà la possibilità di avviare la copertura in WiMax tra i primi in Italia e di avere la prospettiva di servizi diffusi sul territorio già entro il 2011.”
Il progetto che interessa Arcevia si basa su di uno studio preliminare effettuato da Wavemax S.R.L. ed ha come scopo:
- colmare il digital divide sul territorio comunale, attraverso la realizzazione da parte di Waxemax S.R.L. di una infrastruttura di trasporto e diffusione della connettività in banda larga basata su tecnologia WiMax e l’attivazione di servizi internet a cittadini ed imprese;
- rendere accessibile la rete così costruita a tutti i potenziali utenti a condizioni eque e non discriminatorie;
- attuare una strategia di lungo periodo, che consenta la scalabilità ed il successivo upgrading delle tecnologie di accesso.
Con il protocollo Wavemax S.R.L. si impegna ad inserire il sito reso disponibile dal Comune nel proprio “Piano di sviluppo rete della Regione Marche” il cui progetto sarà reso esecutivo con l’adesione di almeno 40 Comuni (sottoscrizione del protocollo).
Gli apparati WiMax saranno installati nelle seguenti località:
| 1) Arcevia ==> Torre civica |
| 2) Frazione Santo Stefano ==> Cimitero di Santo Stefano e Costa |
| 3) Frazione San Pietro ==> Cimitero San Pietro e Loretello |
| 4) Frazione Costa ==> Monte Sant’Angelo. |
Per quanto riguarda Monte Sant’Angelo sono emersi dei problemi per i quali abbiamo più volte sollecitato l’Assessore Mattei ad interessarsi ed ultimamente anche il Sindaco, sia verbalmente che con una interrogazione a risposta orale la quale dovrebbe essere inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale (per chi vuole leggere l’interrogazione ecco il link). Anche in questa sede ribadiamo che non si possa perdere questo “treno” e quindi chiediamo che venga risolto l’inconveniente che rischia di far saltare l’installazione di Monte Sant’Angelo.
Sempre ultimamente abbiamo presentato anche una mozione (ecco il link) finalizzata alla creazione di alcune bolle Wifi: in Piazza Garibaldi del capoluogo ed in almeno altre tre piazze delle frazioni maggiori. Infatti a nostro avviso questo potrebbe essere il primo passo verso un piano di marketing del territorio che dovrebbe avere come obiettivo la piena valorizzazione e promozione di Arcevia ed i suoi castelli, con le sue attività commerciali ed economiche e con una nuova idea di vivibilità e fruibilità che passa anche e soprattutto attraverso l’accesso e l’utilizzo dei mezzi telematici. Infatti l’accesso hotspot con modalità wifi dovrebbe essere free, ossia gratis per tutti, pertanto avrebbe un valore aggiunto per i giovani che si potrebbero collegare alla rete senza gravare sulla famiglia e contestualmente si fornirebbe un servizio ai turisti e a chiunque altro si trovi a passare nelle piazze con copertura Wifi.
Oltretutto la realizzazione di tali hotspot è stata semplificata con l’entrata in vigore del Decreto Legge 29 Dicembre 2010, n.225 “milleproroghe”, che ha riformulato l’art.7 del Decreto Legge 144/2005, abrogando i commi 4 e 5 dedicati all’obbligo di registrazione dei navigatori. Il Decreto Pisanu n.144/2005, convertito nella Legge 155/2005, era nato sulla scia degli attentati che hanno colpito gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Spagna ed in particolare l’art.7 prevedeva l’obbligo per il pubblico esercente fornitore di un servizio pubblico di accesso alla rete, di richiedere apposita Licenza al Questore e di registrare, identificandola, ogni persona che si collegava ad internet. In sintesi, dal 29 Dicembre 2010, coloro che gestiscono, con regolare licenza un internet point, non sono più obbligati ad identificare e registrare i fruitori del servizio, mentre resta obbligatorio per gli esercenti – almeno fino al 31 Dicembre 2011 – dotarsi di Licenza del Questore. Finalmente questa anomalia, tutta italiana, è stata sanata.