mag 30

dot Consiglio Grande sulla Sanità, Battisti: ‘Difendiamo la sanità pubblica’

Oggi a Senigallia, per la prima volta, grazie alla richiesta della nostra lista, il gruppo e movimento Partecipazione, insieme al gruppo di Rifondazione Comunista, stiamo dando la possibilità ai cittadini di ascoltare e agli esperti di parlare sul tema della Sanità, assumendosi (parlo degli esperti qui presenti) le responsabilità delle affermazioni che faranno. C’è tanta gente preoccupata che li ascolta. E spero che dopo daranno risposte. Perché finora avete tenuto nascosto tutto.

Non può essere accettabile la pesante riduzione della rete di emergenza e assistenza sul territorio.

In numerosi centri della regione vengono ridimensionati i servizi di primo intervento, le postazioni delle ambulanze (anche delle associazioni di volontariato), le guardie mediche.

Siamo stati noi a tirare fuori la Determina numero 240 con tutte le conseguenze, secondo noi nefaste, che produrrebbe sul nostro territorio. Sia a Senigallia che nell’entroterra in molti ci hanno ringraziato perché il dibattito sulle problematiche del futuro della Sanità non c’è mai stato. Secondo quanto letto in un documento ufficiale, la famosa determina, nel prossimo futuro ad Arcevia l’ambulanza avrà a bordo solo infermieri (invece del dottore) e dovrà occuparsi forse anche di Sassoferrato. Ad Ostra viene soppressa la Guardia medica in ossequio alla previsione di una sede ogni 20.000 abitanti, senza tenere conto delle deroghe riferite alla vastità del territorio ed alle caratteristiche della viabilità….e ai cittadini e le loro esigenze, che è la cosa fondamentale. Né è accettabile la proposta di utilizzare le risorse risparmiate verso il potenziamento del Pronto Soccorso di Senigallia, in quanto si tratta di uno scambio tra servizi del tutto incongruenti, che rispondono a bisogni assistenziali differenti.

A Senigallia restano i problemi tante volte denunciati (la Guardia Medica in un posto fatiscente, i tempi di attesa al Pronto Soccorso, le liste di attesa, le carenze dell’assistenza sul territorio ecc.).

Per l’Ospedale, l’ipotesi di accorpamento dei reparti resta indeterminata e priva di qualsiasi progetto di qualità, mentre nei prossimi mesi estivi (quando la popolazione di Senigallia raddoppia) verranno sperimentate forme di accorpamento più lunghe rispetto gli anni scorsi, per evitare di sostituire il personale in ferie. E chissà che non si rimanga così per sempre.

Noi facciamo una proposta non demagogica, perchè il nostro ruolo di Amministratori della città ce lo impone. Noi rilanciamo, ci siamo stancati di vederci piano piano togliere tutto. Per la riqualificazione dell’Ospedale di Senigallia c’è bisogno che questo venga riconosciuto come struttura di rete, sede ufficiale (come succede in tantissimi altri paesi delle Marche, del Dipartimento d’Emergenza e Accettazione -DEA.

Questa scelta organizzativa garantisce, oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di pronto soccorso, anche le funzioni di osservazione, breve degenza, rianimazione, ed interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia). Sono inoltre assicurate prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali.

Il Dipartimento di Emergenza e Accettazione ha come compito la diagnosi e la terapia delle patologie di specialità medica e chirurgica in continuità di orario. All’interno dell’organizzazione dipartimentale afferiscono diverse Unità Operative che collaborano quotidianamente tra di esse per assicurare all’utenza un percorso diagnostico-terapeutico integrato e qualitativamente elevato.

Piuttosto che prevedere accorpamenti finalizzati al risparmio grazie alla riduzione di personale e, quindi, di servizi, si tratta di valorizzare le strutture, i reparti, le specialità già esistenti, tramite il modello organizzativo multidisciplinare connesso al Dipartimento d’Emergenza e Accettazione.

Si tratta di una soluzione che permette anche una distribuzione dei presidi sanitari sul territorio regionale senza dubbio più equilibrata, garantisce la salvaguardia del ruolo centrale della sanità pubblica, risponde ad un progetto per il futuro corrispondente al ruolo che dovrebbe spettare in tutti i campi ad una città come Senigallia, tra le più importanti delle Marche.

Per avere un Dea funzionante non servono milioni di euro, la nostra proposta non è demagogica è molto precisa: mancano 4 radiologi, due dottori al Pronto Soccorso di notte invece che uno e macchinari che siano nuovi ed efficienti.

Nella sanità pubblica non si può scendere sotto la soglia che garantisce servizi irrinunciabili e vitali per tutta la popolazione.

La Regione Marche, in ossequio ai tagli operati del Governo nazionale (che ancora dobbiamo capire quali e quanti sono….e probabilmente ci saranno meno entrate ma non tagli), vuole ridurre la spesa sanitaria a partire da quella per i dipendenti, ma la riduzione del personale equivale alla riduzione dei servizi, a tutto vantaggio della sanità privata.

Rispetto per gli operatori sanitari e per i cittadini, ci vuole rispetto.

Inoltre, il Sindaco e la Giunta hanno preferito non informare la cittadinanza circa l’estrema gravità della situazione.

Del resto, come dicevamo, siamo stati noi a divulgare i contenuti malaugurati delle delibere regionali e a chiedere la convocazione del Consiglio Grande come momento di trasparenza verso tutti i cittadini. La democrazia impone delle scelte, ma in primo luogo la partecipazione e il confronto prima della decisioni.

Senigallia, il suo territorio e i paesi limitrofi hanno dato, a cominciare da venti anni fa con la chiusura degli ospedali interni. Hanno già dato. E’ ora di cominciare ad ottenere qualcosa.

Indignamoci! Opponiamoci! E soprattutto tutti insieme non assecondiamo i tagli del Governo.

da Paolo Battisti
consigliere Partecipazione

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mag 27

Sanità, il Consiglio Grande di Senigallia a rischio “passerella”
Opposizione contro l’atteggiamento di chiusura della maggioranza. “Ora basta tagli e sacrifici”

A due giorni dall’appuntamento del Consiglio Grande sulla sanità, i gruppi consiliari Partecipazione e Rifondazione tornano ad esprimere la loro perplessità su come è stata gestita finora la vicenda sanità. Perplessità dovuta anche al “serio rischio che si tramuti in una passerella per qualche esponente politico della maggioranza” dato che solo dopo che il territorio si è smosso e ha fatto sentire la propria voce, i vertici regionali hanno di fatto sospeso la famosa determina n° 240 con cui si progettava il riordino della sanità marchigiana.

“Ci fa piacere che la nostra proposta sia stata approvata all’unanimità” esordisce Paolo Battisti di Partecipazione. “Certo, è arrivata dopo mesi di dubbi e domande senza risposte, ma intanto, grazie anche a questa mobilitazione, non solo nostra ma di tutto il territorio, il consiglio grande è stato convocato, la determina 240 è per ora sospesa e sembra di nuovo tutto in gioco”.

Sabato 28 maggio si terrà il Consiglio Grande sulla sanità in sessione straordinaria alle ore 9:30 per discutere del tema “Diritto alla salute, difesa della sanità pubblica e politiche regionali ricadenti nella zona territoriale 4”. Durante la seduta si terranno le relazioni (oltre che del SIndaco di Senigallia Maurizio Mangialardi in qualità anche di Presidente della Conferenza dei Sindaci) dell’assessore regionale alla sanità dr. Almerino Mezzolani, del presidente della commissione regionale alla sanità dr. Francesco Comi e del direttore di zona dell’Asur n.4, dr. Franco Pesaresi.

Solo in un secondo momento e dopo una vivace discussione in Commissione, è stato ufficialmente invitato (su proposta di PdL, Partecipazione e Rifondazione, vista l’assenza di altri relatori di competenza) l’On. Carlo Ciccioli, Vice Presidente della Commissione “Affari Sociali e Sanità” della Camera dei Deputati. “Nonostante gli steccati politici che ci separano, serve una voce competente sull’argomento – dichiarano i tre consiglieri di opposizione – visto che nessun membro del Governo ha dato risposta”; nella precedente occasione sulla finanziaria era intervenuto il Senatore Mario Baldassarri, Presidente della Commissione Finanze del Senato.

“All’incontro di pochi giorni fa ad Ostra – continua Roberto Mancini, capogruppo di Partecipazione – sono emerse interessanti posizioni al di fuori delle linee di partito grazie agli interventi di esponenti appartenenti a schieramenti differenti, oltre che alla partecipazione degli Assessori comunali di Arcevia. Questo a dimostrare che il territorio vuole far sentire la propria voce, per cui cerchiamo di dare pluralità di posizioni almeno in questa occasione che abbiamo”.

Mancini prosegue proprio sul riordino della sanità: “già oggi c’è il forte rischio che i soccorsi non arrivino negli 8 minuti fondamentali per salvare la vita di chi sta male; con il riassetto proposto, Arcevia avrebbe sull’ambulanza solo personale infermieristico e non medico e dovrebbe occuparsi anche di Sassoferrato, mentre Ostra perderebbe la sua Guardia Medica, che giungerebbe a Senigallia come potenziamento per l’estate, quando Senigallia raddoppia la popolazione”.

Questo scenario già in passato descritto come nocivo per il territorio della Zona 4, lascia il posto alla proposta che Mancini, Rebecchini e Battisti avanzano, sempre nell’ottica delle strutture di rete: e cioè che l’ospedale di Senigallia venga riconosciuto come Dipartimento d’Emergenza e Accettazione (DEA), una scelta organizzativa che garantirebbe,oltre alle prestazioni di pronto soccorso, anche quelle di osservazione, breve degenza, rianimazione, medicina generale, chirurgia, ortopedia, traumatologia, cardiologia e diagnosi.
Tutto questo in una continuità oraria che potrebbe coprire anche le ore notturne grazie alle diverse unità operative che collaborerebbero in ottica qualitativa.
“Con questa proposta – annuncia Mancini – che presenteremo se riusciamo nei pochi minuti che ci verranno concessi, intendiamo avanzare una ipotesi seria in caso gli accorpamenti vengano realizzati come paventato dall’Asur”.

Più duro invece Rebecchini che dice basta alle accuse di terrorismo fioccate in questi mesi quando invece i Cosniglieri stavano solo denunciano le loro preoccupazioni e una gestione tutt’altro che pubblica e trasparente della materia: “Ora c’è solo da indignarsi, tutti quanti, contro chi sta zitto e applica i tagli, no contro di chi invece denuncia questa situazione”.

di Carlo Leone

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mag 27

Ospedale, Partecipazione e Rifondazione: ‘Basta con i sacrifici’

Partecipazione e Rifondazione Comunista lanciano una proposta per l’ospedale di Senigallia in vista del Consiglio Grande, sabato prossimo, sulla sanità e sulle politiche regionali riguardanti la zona territoriale 4. Interverranno l’assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani, il presidente della commissione regionale alla sanità Francesco Comi, il direttore della zona territoriale 4 Franco Pesaresi, i sindaci del territorio, le associazioni e i sindacati rappresentativi di categoria.

“Per riqualificare il nostro ospedale è necessario che questo venga riconosciuto come struttura di rete, sede del dipartimento d’emergenza e accettazione come già accade in altre strutture marchigiane – ha detto Roberto Mancini capogruppo di Partecipazione – questa scelta oltre alle prestazioni fornite dai nosocomi sede di pronto soccorso garantirebbe anche le funzioni di osservazione, breve degenza, rianimazione e interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia, ortopedia e cardiologia con unità di terapia intensiva”. Una struttura di questo tipo può assicurare anche i servizi forniti dal laboratorio di analisi e prestazioni di diagnostica per immagini e trasfusionali.

“Siamo soddisfatti dell’organizzazione del consiglio grande che riteniamo un’occasione importante per parlare pubblicamente di sanità ma siamo rammaricati per l’assenza di un esponente del governo nazionale nonostante la proposta avanzata dal PdL di invitare Carlo Ciccioli, vice presidente della commissione sanità alla Camera dei deputati, rigettata dalla maggioranza, – ha affermato Paolo Battisti, Partecipazione – non facciamo demagogia, Senigallia e il territorio hanno già fatto abbastanza sacrifici, ora basta”.

“Riteniamo grave che la determina 240 dell’Asur sia stata nascosta ai sindaci del territorio, – ha sottolineato Luigi Rebecchini, Rifondazione Comunista – il consiglio grande non deve essere una vetrina nè una passerella ma un momento di confronto dove sia dato spazio a tutte le voci”. “Anche all’interno del Partito Democratico si stanno formando delle crepe riguardo gli indirizzi della sanità a causa soprattutto dei tagli che colpiscono realtà come Ostra e Arcevia con la probabile sopressione della guardia medica e l’ambulanza con a bordo solo infermieri che dovrà occuparsi anche di Sassoferrato. – hanno aggiunto i consiglieri – E’ possibile inoltre che durante il periodo estivo, con il personale ridotto, si sperimenti l’ipotesi dei due maxi reparti”.

di Francesca Morici
francesca@viveremarche.it

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mag 20

Protocollo d’intesa tra la “Regione Marche” e la “Regione Ecclesiastica Marche”

Gli Oratori cattolici delle Marche possono contare su un consistente sostegno della Regione. Dopo il recente rinnovo del Protocollo d’intesa con la Conferenza Episcopale Marchigiana, per i prossimi 3 anni la Giunta Regionale elargirà 600.000 € all’anno per le decine di Oratori esistenti in tutto il territorio regionale. Non rientrano nel protocollo gli interventi in conto capitale per la realizzazione di nuove strutture o la realizzazione d’interventi di carattere edilizio su quelli esistenti. Però non tutti gli Oratori potranno contare sui contributi: i criteri per la distribuzione, infatti, saranno stabiliti “di concerto” con i Vescovi Marchigiani.

 ==> Scarica Delibera Giunta Regionale

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mag 17

TUTTI UNITI PER DIFENDERE L’OSPEDALE DI ARCEVIA

Lunedì 16 Maggio 2011 15:23

L’Ospedale di Arcevia è un patrimonio storico dell’ampia area del nostro territorio regionale che va da Serra de’ Conti a Barbara, da Ostra Vetere a Castelleone di Suasa. E da sempre rappresenta un preciso punto di riferimento per la popolazione dell’entroterra senigalliese. E’ dunque necessario lavorare unitariamente affinché l’ospedale di Arcevia sia non solo messo al riparo da ogni possibile rischio di tagli, ma venga anzi ulteriormente completato e potenziato, in modo da continuare a offrire risposte sempre più efficaci all’utenza. Come consigliere regionale e come presidente della Commissione Bilancio, esterno quindi la mia totale solidarietà con le posizioni assunte dal sindaco Andrea Bomprezzi e dall’intero consiglio comunale, sottolineando come dato fondamentale della vicenda l’assoluta unità d’intenti che si registra tra tutte le forze politiche arceviesi su questo tema.
Dino Latini
http://www.dinolatini.it/stampa/847-tutti-uniti-per-difendere-lospedale-di-arcevia.html

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mag 12

“Arcevia non fa un passo indietro”
Il sindaco Bomprezzi: “Ci siamo mossi prima degli altri, il progetto va completato”

La tematica sanitaria è stata ancora una volta al centro del dibattito del consiglio comunale. Una riunione a tutto campo piuttosto intensa con molteplici interventi pieni di preoccupazione sul futuro della sanità che quotidianamente registra allarmistiche notizie sulla scorta dei tagli che vengono ventilati. Arcevia ha dato – è stato più volte sottolineato – e non è disposta a concedere più nulla e tiene ha salvaguardare con tutte le forze il suo ospedale di comunità che soddisfa pienamente l’utenza locale e delle comunità limitrofe. Una lunga discussione al termine della quale è stato votato unanimemente un documento programmatico sulla sanità che sarà notificato a tutti gli organi istituzionali competenti. Premesso che il locale ospedale di comunità “è un punto di riferimento dell’entroterra della Zona Territoriale di Senigallia e che la struttura viene utilizzata anche dalla popolazione dei comuni limitrofi: Serra de’ Conti, Barbara, Ostra Vetere e Castelleone di Suasa per un bacino complessivo di circa 15 mila abitanti è necessario che nel nuovo PSR sia ufficializzata e riconosciuta la conversione della struttura arceviese in “casa della salute”, tutelando così il livello del servizio offerto finora e garantendo la postazione medicalizzata della Potes – prendendo atto – inoltre della positiva esperienza e della volontà della Regione, espressa in più occasioni, di completare la struttura fiore all’occhiello della sanità regionale. Va ricordato inoltre – si conclude la nota – che nel documento programmatico approvato dalla conferenza dei sindaci all’insediamento del nuovo direttore di zona dottor Franco Pesaresi, vi è citato come priorità il completamento della struttura sanitaria di Arcevia. Questo per dare risposte di alto livello ad un territorio come il nostro e ai Comuni limitrofi che già usufruiscono dei servizi erogati dalle nostre strutture sanitarie”.

“Sono molto soddisfatto – ci ha dichiarato al riguardo il sindaco Andrea Bomprezzi – per l’approvazione all’unanimità da parte del consiglio comunale del documento programmatico sulla sanità elaborato dalla commissione sanità in collaborazione con il sottoscritto e l’assessore Bevilacqua. Il documento ha la forza della compattezza e dell’unità d’intenti tra le varie forze politiche e tutti i consiglieri comunali. Lo porteremo a conoscenza di tutti i soggetti istituzionali che si occupano della sanità, Regione in primis. Io e l’assessore alla sanità ci stiamo muovendo da mesi sia con il direttore di zona sia con la Regione, affinché si tuteli la nostra struttura, fiore all’occhiello della sanità marchigiana. Un lavoro giornaliero, serio, responsabile in contatto continuo con i soggetti istituzionali, gli operatori e i medici di base. Il documento rafforzerà le nostre richieste, che si possono inserire perfettamente nel riassetto complessivo regionale. Anche perché Arcevia – conclude il primo cittadino – si è mossa prima degli altri e adesso può chiedere con determinazione che il progetto iniziato ormai più di 15 anni fa venga completato. Noi non arretreremo di un passo sul completamento della Casa della salute, sulla postazione del 118 (la Potes), sul mantenimento della qualità dei servizi poliambulatoriali, sulla convenzione da rinnovare con i medici di base”.

GINO FELICETTI,

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mag 09

 

Martedì prossimo si riunirà il Consiglio Comunale. Tra gli argomenti iscritti all’ordine del giorno vi è anche l’approvazione del Documento programmatico sulla sanità ad Arcevia.

Con tale documento, che se approvato verrà trasmesso alla Giunta Regionale, si ufficializzano le aspettative degli Arceviesi, che sono semplicemente quelle di poter fruire dell’ assistenza sanitaria come tutti gli altri Marchigiani. Ancora una volta si rischia di penalizzare un territorio che già in passato ha accettato i tagli imposti senza obiezioni.

Sarebbe auspicabile una consistente presenza di cittadini, infatti il nostro Gruppo Consiliare ha seguito da sempre l’evolversi della situazione, ma ciò non basta. Gli Amministratori a volte necessitano di segnali forti e crediamo che partecipare al Consiglio sia un ottimo messaggio per chi amministra Arcevia e non solo. Il depotenziamento del servizio “118″ e l’incertezza sul futuro dell’attuale Ospedale di Comunità dovrebbero bastare per stimolare anche i più pigri! Per chi vuole approfondire cosa è stato deciso dall’Asur regionale ecco il link alla determina n.240 del 28 Marzo 2011:  Scarica 

Gli altri argomenti all’o.d.g. sono:

-Sostituzione componente commissione consiliare lavori pubblici-urbanistica;

-Soppressione 3° comma dell’art.11 del Regolamento per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap);

-Conferma aliquota imposta comunale sugli immobili;

-Conferma addizionale comunale Irpef;

-Approvazione rendiconto di gestione anno 2010.

 

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mag 04

Il Gruppo Consiliare “Partecipazione e Trasparenza per Arcevia” non può non far sentire la sua voce su un argomento di vitale e fondamentale importanza come la Sanità. La determina n.240 del 28 marzo 2011 dell’ASUR Marche, di cui si è venuti a conoscenza solo in questi giorni, desta sconcerto sia per i contenuti, sia per il modo in cui è stata tenuta riservata.

Gli arceviesi saranno di nuovo penalizzati come avvenne con la chiusura dell’Ospedale.
La determina declassa la “POTES 118” di Arcevia a infermieristica: ciò significa che a bordo dell’ambulanza non ci sarà personale medico, per di più, nel contempo, ne amplia il raggio di azione anche al Comune di Sassoferrato. I mezzi di soccorso dovranno così coprire il territorio di entrambi i Comuni con le conseguenze che lasciamo immaginare, infatti è ben noto che nei “codici rossi” più è tempestivo l’intervento, maggiore è la percentuale di sopravvivenza dell’individuo.
Eppure il Dottor Pesaresi, direttore della ASUR 4 di Senigallia, durante il Consiglio Comunale di Ottobre aveva assicurato che l’ambulanza in servizio ad Arcevia avrebbe avuto la presenza costante del medico a bordo!

La determina ci lascia dubbiosi anche in merito alla Casa della Salute di Arcevia: ne conferma il mantenimento ed il completamento, qualora non comporti l’allocazione di risorse aggiuntive. Cosa significa? Che cosa dobbiamo aspettarci?
Sia gli addetti ai lavori, sia l’utenza sanno che l’attuale Ospedale di Comunità di Arcevia è una realtà consolidata ed apprezzata, offre un servizio efficiente e, a nostro avviso, dovrebbe essere citato dal Piano Sanitario Regionale come esempio fattivo e concreto.

A Febbraio il nostro Gruppo Consiliare aveva chiesto di convocare un Consiglio Comunale Straordinario aperto alla cittadinanza, con la presenza del Dottor Pesaresi, con l’obiettivo di avere delucidazioni sulle prospettive in materia sanitaria per il nostro territorio.
Sollecitiamo il Sindaco Bomprezzi a procedere alla convocazione di tale Consiglio Straordinario, anche alla luce del lavoro svolto dalla 1^ Commissione consiliare che, su nostro impulso, ha elaborato un documento condiviso da approvare nel prossimo Consiglio Comunale, da presentare in Regione, documento nel quale sono determinati con chiarezza i servizi fondamentali a cui la popolazione arceviese non intende rinunciare.

Infine, manifestiamo tutta la nostra perplessità sulle dichiarazioni rilasciate pubblicamente dal Sindaco Bomprezzi, e riportate dalla stampa, secondo le quali egli è contento dei servizi che il comune di Arcevia riceve, la Casa della Salute e la postazione del 118.
Purtroppo però ciò che è stato stabilito dall’Asur Regionale non è chiaro circa il destino dell’Ospedale di Comunità-Casa della Salute, mentre è fin troppo esplicito relativamente al depotenziamento del servizio “118”.

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