gen 21

Con riferimento al post pubblicato su questo blog in data 18/12/2011 (L’opposizione ad Arcevia torna a farsi sentire sul tema sanità. “Un Consiglio è necessario”) , il Sindaco Bomprezzi durante il Consiglio Comunale del 29/12/2011 aveva assicurato che entro il mese di Gennaio 2012 avrebbe provveduto a convocare un Consiglio per discutere sulla situazione della Sanità arceviese. A tutt’oggi di tale Consiglio non si è ancora saputo nulla, questo nonostante la presentazione nel mese di Febbraio 2011 da parte del nostro Gruppo Consiliare di un’apposita richiesta con la quale, secondo il regolamento comunale, entro 20 giorni dalla presentazione della richiesta stessa il Consiglio Comunale si sarebbe dovuto riunire.

Riuscirà il Sindaco a rispettare l’impegno preso oppure persevererà nel suo comportamento inerte?!

Comunque, Martedì 24 p.v. si riunirà l’Assemblea Legislativa delle Marche ove, tra l’altro, verranno discusse anche due interrogazioni relative alla realizzazione della Casa della Salute presso il nostro Ospedale di Comunità. L’Assemblea si riunirà alle ore 10:00 e sarà possibile seguire  la seduta via web collegandosi all’indirizzo www.assemblea.marche.it

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dic 03

L’ultimo consiglio comunale di Arcevia ha sancito definitivamente la spaccatura in seno alla maggioranza, emersa in più occasioni e conclamatasi nel precedente consiglio, con la nascita di un nuovo gruppo consiliare “Uniti per Arcevia”e il conseguente isolamento del consigliere Mattia Tisba di “Sinistra Aperta”.

Dispiace constatare, senza voler entrare nel merito delle motivazioni che sono alla base di certe decisioni, che ad essere penalizzato sia ancora una volta un giovane, il più giovane, animato da ideali e da genuina passione, che, orgogliosamente, non ha voluto piegarsi agli schemi e ai modi della “vecchia” politica. Viene spontaneo affermarlo considerato il pluridecennale percorso politico di alcuni di coloro che siedono in consiglio anche con incarichi in giunta!!

La fede e l’entusiasmo giovanile, cioè il nuovo, che cerca di farsi strada, cozza e si infrange contro il “vecchio” che resiste!

E questo ci induce ad una riflessione di carattere politico:
gli accordi elettorali fra centro-sinistra e sinistra sono destinati tutti al fallimento, nelle piccole realtà come nelle grandi, a livello locale come a livello centrale! La vicenda della maggioranza in Arcevia ne è la riprova. Riflettano gli elettori su questo!

Ora una riflessione di carattere più particolare:
nell’ultimo consiglio comunale era all’o.d.g. la discussione della mozione presentata dal mio gruppo avente per oggetto “Proposta di rimodulazione orari di apertura al pubblico degli uffici comunali”. La tardiva (h.10) e, per alcuni uffici,(tecnico e tributi), troppo limitata apertura al pubblico, nonché la differente modulazione degli orari fra i diversi uffici, ormai in vigore da diversi mesi, hanno generato – fra i cittadini, residenti e non- molto malcontento e continue lamentele, a causa dei disagi e dei disservizi che ne sono derivati, dei quali il sindaco e gli amministratori, tenuti a deliberare sull’argomento, non possono non essere a conoscenza.

La mozione è stata respinta con motivazioni solo in parte condivisibili: infatti l’efficienza degli uffici non può prescindere dall’efficienza dei servizi e da un’adeguata accoglienza essendo il Comune, per definizione, una istituzione al servizio del cittadino.
Questa giunta e la sua maggioranza hanno perso una bella occasione per recuperare, con un atto di concreta disponibilità, e soprattutto a costo zero, la disaffezione e la diffidenza dei cittadini arceviesi sempre più critici e lontani da chi li amministra.

Anna Terenzi.

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ago 06

Il 2 u.s. il Consiglio di Stato ha depositato la sentenza con la quale ha respinto il ricorso presentato dalla Provincia di Ancona, di conseguenza è stata confermata la prima decisione del T.A.R. Marche (sentenza n. 1242/2009) il quale, sostanzialmente, aveva stabilito che il Programma Provinciale Attività Estrattive era illegittimo poiché non assistito da sufficienti elementi cartografici sia per completare la mappa delle aree di divieto, sia per affermare che le aree coltivabili in parziale esenzione ai divieti erano state individuate a seguito di una completa attività istruttoria.

Per chi vuole leggere la sentenza ecco il link  ===>

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mag 20

Protocollo d’intesa tra la “Regione Marche” e la “Regione Ecclesiastica Marche”

Gli Oratori cattolici delle Marche possono contare su un consistente sostegno della Regione. Dopo il recente rinnovo del Protocollo d’intesa con la Conferenza Episcopale Marchigiana, per i prossimi 3 anni la Giunta Regionale elargirà 600.000 € all’anno per le decine di Oratori esistenti in tutto il territorio regionale. Non rientrano nel protocollo gli interventi in conto capitale per la realizzazione di nuove strutture o la realizzazione d’interventi di carattere edilizio su quelli esistenti. Però non tutti gli Oratori potranno contare sui contributi: i criteri per la distribuzione, infatti, saranno stabiliti “di concerto” con i Vescovi Marchigiani.

 ==> Scarica Delibera Giunta Regionale

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mag 04

Il Gruppo Consiliare “Partecipazione e Trasparenza per Arcevia” non può non far sentire la sua voce su un argomento di vitale e fondamentale importanza come la Sanità. La determina n.240 del 28 marzo 2011 dell’ASUR Marche, di cui si è venuti a conoscenza solo in questi giorni, desta sconcerto sia per i contenuti, sia per il modo in cui è stata tenuta riservata.

Gli arceviesi saranno di nuovo penalizzati come avvenne con la chiusura dell’Ospedale.
La determina declassa la “POTES 118” di Arcevia a infermieristica: ciò significa che a bordo dell’ambulanza non ci sarà personale medico, per di più, nel contempo, ne amplia il raggio di azione anche al Comune di Sassoferrato. I mezzi di soccorso dovranno così coprire il territorio di entrambi i Comuni con le conseguenze che lasciamo immaginare, infatti è ben noto che nei “codici rossi” più è tempestivo l’intervento, maggiore è la percentuale di sopravvivenza dell’individuo.
Eppure il Dottor Pesaresi, direttore della ASUR 4 di Senigallia, durante il Consiglio Comunale di Ottobre aveva assicurato che l’ambulanza in servizio ad Arcevia avrebbe avuto la presenza costante del medico a bordo!

La determina ci lascia dubbiosi anche in merito alla Casa della Salute di Arcevia: ne conferma il mantenimento ed il completamento, qualora non comporti l’allocazione di risorse aggiuntive. Cosa significa? Che cosa dobbiamo aspettarci?
Sia gli addetti ai lavori, sia l’utenza sanno che l’attuale Ospedale di Comunità di Arcevia è una realtà consolidata ed apprezzata, offre un servizio efficiente e, a nostro avviso, dovrebbe essere citato dal Piano Sanitario Regionale come esempio fattivo e concreto.

A Febbraio il nostro Gruppo Consiliare aveva chiesto di convocare un Consiglio Comunale Straordinario aperto alla cittadinanza, con la presenza del Dottor Pesaresi, con l’obiettivo di avere delucidazioni sulle prospettive in materia sanitaria per il nostro territorio.
Sollecitiamo il Sindaco Bomprezzi a procedere alla convocazione di tale Consiglio Straordinario, anche alla luce del lavoro svolto dalla 1^ Commissione consiliare che, su nostro impulso, ha elaborato un documento condiviso da approvare nel prossimo Consiglio Comunale, da presentare in Regione, documento nel quale sono determinati con chiarezza i servizi fondamentali a cui la popolazione arceviese non intende rinunciare.

Infine, manifestiamo tutta la nostra perplessità sulle dichiarazioni rilasciate pubblicamente dal Sindaco Bomprezzi, e riportate dalla stampa, secondo le quali egli è contento dei servizi che il comune di Arcevia riceve, la Casa della Salute e la postazione del 118.
Purtroppo però ciò che è stato stabilito dall’Asur Regionale non è chiaro circa il destino dell’Ospedale di Comunità-Casa della Salute, mentre è fin troppo esplicito relativamente al depotenziamento del servizio “118”.

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apr 26

“Il turismo si sta, sempre più, rivelando come uno dei settori trainanti dell’economia nazionale; nella Regione Marche è diventato un importante mezzo di promozione ed un autentico volano per far partire il secondo motore di sviluppo regionale”, ecco cosa è stato scritto al punto 1.8 dell’allegato A1 alla delibera Regionale n.562 del 19/4/2011. Detta Delibera si interessa dello sviluppo e la promozione del sistema turistico disciplinato dalla Legge n.296/2006 e dal Protocollo d’intesa tra il Dipartimento del Turismo presso la Presidenza del Consiglio e le Regioni del 24/6/2010. A seguito di tale accordo alla Regione Marche è stata assegnata la somma di € 3.749.790,59, da parte sua la Regione comparteciperà al finanziamento dei progetti nel limite del 10%. Gli interventi recepiscono le proposte degli Enti Locali e degli altri soggetti pubblici interessati in una logica di comune collaborazione e di sistema. In tale contesto è stato avviato con le Province un rapporto di collaborazione in materie di “politiche del turismo” che porterà alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato al perseguimento di interventi che finanzieranno i progetti relativi: alla realizzazione di opere strutturali ed infrastrutturali; all’acquisizione di impianti, di attrezzature ed arredi; all’attività di commercializzazione e promozione integrata; all’adeguamento e sviluppo degli standard qualitativi delle strutture ricettive ed alla riqualificazione delle risorse professionali. Per quanto riguarda Arcevia vi è un progetto, ancora nella fase preliminare, che interessa Palazzo Pianetti e prevede il completamento degli impianti tecnici, la realizzazione di alcuni restauri e ripristini, l’adeguamento strutturale e l’acquisto di attrezzature per l’informazione. L’intervento, avviato dalla Regione Marche quale proprietaria dello stabile, riguarda il piano nobile di Palazzo Pianetti, da adibire ad attività ricettiva, accoglienza turistica ed esposizione e vendita di prodotti enogastronomici tipici locali. Secondo il progetto la struttura dovrà avere funzione di foresteria al servizio di una struttura integrata di promozione e valorizzazione delle tipicità enogastronomiche, della ricettività e ristorazione, del patrimonio culturale e paesaggistico. Per quanto attiene alla “cantierabilità” le opere potranno essere eseguite entro 4 mesi dalla comunicazione dell’avvenuta assegnazione del contributo; per la gestione della struttura dovrà essere individuato, a seguito di regolare bando di gara, un partner gestionale che gestirà il complesso con tutte le spese a suo carico e senza oneri per l’Ente appaltante. Il fabbisogno occupazionale, secondo quanto riportato nella scheda progetto,  è stimato in n.2 unità.

Testo Delibera

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apr 22

La Regione Marche promuove la conservazione e la valorizzazione degli esercizi commerciali aperti al pubblico in attività da almeno 40 anni. Inoltre sono stati emanati i nuovi criteri per la concessione di contributi al settore apistico.

 Con la Legge Regionale 4 Aprile 2011 n.5, la Regione Marche ha stabilito che, in collaborazione con i Comuni, dovranno essere individuati i locali storici, quali le osterie, le locande, le taverne, le botteghe e gli spacci di campagna. Una volta iscritti nell’elenco regionale, i locali potranno collocare all’esterno dell’esercizio un logo, predisposto su indicazioni della Giunta, recante la dicitura “Locale Storico Marche”. Gli stessi esercizi verranno inseriti in una guida dei locali storici e potranno accedere a contributi regionali per progetti d’intervento volti al recupero ed alla valorizzazione dei locali stessi. I criteri e le modalità per la concessione dei contributi nonché i termini per la presentazione delle domande verranno stabiliti dalla Giunta Regionale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge finanziaria annuale. Per quanto attiene i criteri per l’individuazione ed il censimento dei locali dovrà essere adottato, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge Regionale n.5 del 4/4/2001, apposito regolamento a cura della Giunta Regionale; dopodiché, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento medesimo, i Comuni dovranno trasmettere alla Giunta Regionale l’elenco degli esercizi storici ubicati nel proprio territorio. I locali storici che beneficeranno dei contributi saranno vincolati, per 5 anni dalla data del provvedimento di concessione, al mantenimento della destinazione d’uso. Le associazioni aventi finalità di tutela del patrimonio culturale, turistico e sociale nonché i cittadini, possono indicare ai Comuni i locali meritevoli di essere censiti.

 Per quanto riguarda i contributi al settore apistico, con la delibera della Giunta Regionale n.501 dell’11/4/2011 sono stati emanati i nuovi criteri per la concessione di contributi finalizzati all’incentivazione della pratica ed alla diffusione dell’allevamento apistico moderno, con particolare riguardo all’ammodernamento delle sale di smielatura e dei locali per la lavorazione ed il confezionamento dei prodotti apistici nonché all’acquisto di nuove macchine ed attrezzature, compresi i programmi informatici. In precedenza hanno beneficiato di tali contributi soltanto gli imprenditori agricoli professionali (IAP), ma tale vincolo ha fortemente limitato l’utilizzo delle risorse disponibili; pertanto, al fine di riproporre un nuovo bando per utilizzare le risorse residue pari a 164.809,24 €, sono stati riscritti i criteri di ammissibilità agli aiuti, soprattutto per quello che riguarda la tipologia dei beneficiari e le priorità di accesso. Detti criteri sono elencati nell’allegato A alla Delibera e possono essere così riassunti:

-Tipologia di spesa ammissibile: investimenti nelle aziende apistiche in particolare per acquisto di nuove macchine ed attrezzature;

-Soggetti beneficiari: imprenditori agricoli produttori apistici singoli od associati, apicoltori professionisti la cui redditività possa essere dimostrata con una valutazione delle prospettive e che possiedano le qualifiche e le competenze professionali adeguate da dimostrare al momento della presentazione di richiesta di liquidazione. Tutte le aziende agricole dovranno rispondere ai requisiti comunitari minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali;

-Priorità: 1) imprenditori agricoli apicoltori di età inferiore a 40 anni – 2) cooperative agricole tra apicoltori – 3) cooperative agricole avente tra le attività principali anche l’apicoltura – 4) società agricole di capitali e persone – 5) imprenditori agricoli apicoltori – 6) apicoltori professionisti (in ciascuna delle categorie elencate sarà data preferenza alle aziende apistiche aderenti al marchio regionale QM);

-Contributo concedibile: pari al 50% della spesa ammissibile nelle zone svantaggiate ed al 40% nelle altre zone, elevabile fino al 55% ed al 45% per i giovani apicoltori, a condizione che gli investimenti siano effettuati entro 5 anni dall’insediamento. L’importo massimo dell’investimento non può superare il limite di 20.000€ per aziende singole e di 40.000€ per aziende associate nel caso di investimenti fissi ed il limite di 10.000€ per aziende singole e di 20.000€ per aziende associate nel caso di investimenti mobili.

 Per eventuali approfondimenti:

-  Legge Regionale 4 Aprile 2011 n.5

-  Delibera Giunta Regionale n.501 dell’11/4/2011

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apr 01

La Giunta Regionale delle Marche il 29 u.s. , con le delibere n.427 e 428, ha impartito ai Comuni gli indirizzi per la fornitura gratuita o semi-gratuita dei libri di testo scolastici e per l’assegnazione di borse di studio a sostegno della spesa delle famiglie per l’istruzione. Gli aiuti riguardanti la fornitura dei libri di testo interessano gli alunni iscritti alla scuola secondaria di primo e secondo grado per l’anno scolastico 2011-2012. Invece le borse di studio saranno destinate agli alunni iscritti alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per l’anno scolastico 2010-2011. Per i libri di testo le domande dovranno essere presentate al Comune di residenza entro il 7 Maggio 2011; mentre per le borse di studio le istanze dovranno essere presentate, sempre presso il Comune di residenza, entro il 20 Maggio 2011.
Tra i requisiti richiesti occorre che lo studente sia residente nella Regione Marche ed il nucleo familiare rientri nella soglia ISEE di 10.632,94 €.
Per maggiori dettagli: delibera n.427delibera n.428

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mar 07

Comuni: federalismo municipale, addio ai trasferimenti.
Scomparirà la spesa storica.

Con il federalismo municipale, già con i bilanci 2011, si registreranno le prime novità. Parte di queste proseguiranno a regime, mentre altre verranno sostituite nel 2014 dalle nuove regole permanenti.
Finalmente si abbandona la spesa storica, con la quale le risorse destinate alle singole amministrazioni si basavano su quanto era stato speso in precedenza. Certo, per capirne di più occorrerà conoscere il contenuto dei provvedimenti attuativi che sveleranno se le compartecipazioni al gettito dei tributi erariali assegnate ai comuni sono una specie di trasferimento mascherato oppure costituiscono un’entrata propria. Una cosa è certa, buona parte delle risorse attribuite ai comuni scaturirà dalla tassazione degli immobili.
Comunque immediatamente i trasferimenti statali verranno accantonati; il finanziamento dei comuni, già da quest’anno, sarà costituito dall’attribuzione di una quota del gettito delle attuali imposte sui trasferimenti immobiliari, da una quota del gettito dei proventi derivanti dalla cedolare secca sulle locazioni degli immobili e dalla compartecipazione all’IVA.
Quest’ultima sostituisce l’attuale compartecipazione all’Irpef.
Una parte di tali risorse sarà destinata a finanziare il fondo sperimentale di riequilibrio, cioè non verra’ attribuita direttamente ai comuni in cui si trova l’immobile, ma confluirà in un fondo nazionale da ripartire in modo perequativo tra tutti i comuni italiani.
A partire da quest’anno le amministrazioni che non avevano utilizzato o che l’avevano utilizzata in misura ridotta (aliquota inferiore allo 0,4 %) potranno innalzare l’aliquota Irpef ed inoltre potranno essere attivate sia l’imposta di scopo per la realizzazione di opere pubbliche che quella di soggiorno. Altra importante fonte di entrata sarà costituita dall’attribuzione ai comuni del maggior gettito derivante dal recupero dell’evasione dei tributi immobiliari, per il quale si potranno utilizzare ulteriori strumenti di accesso alle banche dati statali.

ENTRATE DEI COMUNI DAL

2011  AL  2013

*compartecipazione all’I.V.A.(sostituisce compartecipazione all’Irpef);

* quota del gettito sulla cedolare secca sui canoni di locazione di immobili ad uso residenziale;

* addizionale comunale sull’Irpef;

* 30% delle imposte sui trasferimenti immobiliari (imposta registro, ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria e tributi speciali catastali;

* gettito imposta registro e bollo sui contratti di locazione;

* gettito Irpef sui redditi fondiari;

* fondo sperimentale di riequilibrio;

* maggiori entrate derivanti dal recupero di evasione immobiliare;

* imposta di soggiorno;

* imposta di scopo.

__________________________________________________________

ENTRATE DEI COMUNI DAL 2014

* 30% dell’imposta unica sui trasferimenti (in sostituzione dei prelievi indiretti sui trasferimenti immobiliari);

* 30% dell’imposta sugli altri trasferimenti di immobili;

* gettito Irpef sui redditi fondiari;

* quota della cedolare secca sui canoni di locazione di immobili ad uso residenziale;

* gettito imposta registro e bollo sui contratti di locazione;

* compartecipazione all’I.V.A.;

* fondo perequativo;

* imposta municipale propria;

* imposta municipale secondaria.

__________________________________________________________

RISORSE

* la misura della compartecipazione dei comuni all’I.V.A. sarà determinata con specifico provvedimento e comunque la sua misura complessiva dovrà essere pari al 2% del gettito Irpef;* devoluzione ai comuni del 21,7% della cedolare secca sulle locazioni di immobili (21,6% dall’anno 2012);* dal 2012 l’addizionale comunale per l’energia elettrica, nelle regioni a statuto ordinario, sarà sostituita da una addizionale erariale;

* dal 2011 cessa la compartecipazione dei comuni al gettito Irpef nella misura dello 0,75%;

* unione dei comuni, comuni capoluogo e comuni turistici possono istituire una imposta di scopo (tetto massimo 5€ per notte di soggiorno);

*  i comuni possono istituire l’addizionale Irpef  – se non già istituita) – aumentarne la misura se la stessa era inferiore allo 0,40% (tetto massimo 0,40% in un biennio, invece su basse annuale, anche in caso di prima istituzione, non si può superare lo 0,20%;

* istituzione dal 2014 dell’I.M.U. propria sugli immobili, con esclusione della prima casa, in sostituzione dell’I.C.I. Misura fissata nello 0,76% del valore e con possibilità per i comuni di prevedere esenzioni e riduzioni nonché variazioni in aumento o diminuizione fino allo 0,30%;

* istituzione dal 2014 dell’I.M.U. secondaria, la quale andrà a sostituire tassa e canone sull’occupazione del solo pubblico e imposta e canone sulla pubblicità;

* istituzione dal 2014 del fondo perequativo finanziato dal gettito derivante dai tributi immobiliari e dalle compartecipazioni.

__________________________________________________________

Fonte: Il Sole-24 Ore; Italia Oggi.

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feb 13

Al via i rimborsi da parte del gestore unico dell’Ambito 2 Marche-Centro.

Secondo quanto disposto dal decreto del ministero dell’Ambiente n. 102 del 30/09/2009 che ha dato attuazione alla sentenza n. 335/2008 della Corte Costituzionale, sono disponibili i rimborsi delle quote tariffarie del servizio depurazione per quei clienti che hanno pagato la tariffa depurazione pur non usufruendo del servizio. I rimborsi si riferiscono agli anni 2003/2008 precedenti il provvedimento della Corte Costituzionale.

Per verificare se si ha diritto al rimborso occorrerà inserire il dodice cliente (compresi gli zeri iniziali) al seguente link.

Una volta verificata la presenza nell’elenco, occorrerà compilare il seguente modulo (scarica) e quindi, dopo averlo firmato, dovrà essere spedito a Multiservizi allegando la fotocopia di un documento di identità.

Per importi superiori ai 100.00 € il rimborso avverrà a rate, mentre per rimborsi inferiori ai 100.00 € avverrà in unica soluzione.

Per approfondimenti ecco le linee guida.

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