dic 18

L’opposizione ad Arcevia torna a farsi sentire sul tema sanità

“Un Consiglio è necessario”

Arcevia Sulla scottante tematica sanitaria riaffiora la polemica tra le locali forze politiche. Un nervo sempre scoperto quello della sanità che ritualmente alimenta i contrasti e sviluppa gli aspri dissapori. Oggetto della controversia è la sortita effettuata nei giorni scorsi nel capoluogo montano su invito del sindaco Bomprezzi del nuovo direttore dell’Area vasta n. 2 Ancona. “Apprendiamo dalla stampa che il direttore Bevilacqua – evidenziano in una nota gli esponenti del gruppo di opposizione di Partecipazione e trasparenza per Arcevia (AnnaTerenzi, PatrizioPernafini, Giacomo Mariotti e Stefania Palazzesi) – ha fatto visita al Comune di Arcevia e che nel corso dell’incontro si è parlato – della situazione della Casa della Salute. Pur nel rispetto delle prerogative proprie della maggioranza non si può non stigmatizzare – si fa presente – il comportamento scorretto del sindaco al quale ricordiamo che ad ottobre 2010, dopo l’incontro con l’allora direttore della Zona Territoriale 4, si era impegnato a convocare di lì a breve termine un Consiglio Comunale sul tema sanità, senza però dare seguito all’impegno assunto. A febbraio 2011, vista l’inerzia del sindaco, in un momento particolarmente delicato per il futuro della nostra struttura sanitaria a causa dei tagli che si stavano delineando, fortemente preoccupati, come gruppo consiliare Partecipazione e Trasparenza per Arcevia avevamo richiesto la convocazione straordinaria di un Consiglio comunale aperto alla popolazione e dedicato alla sanità locale, richiesta a tutt’oggi disattesa. Nel frattempo nella sanità regionale sono cambiate molte cose pertanto – sottolineano concludendo i consiglieri di Partecipazione e trasparenza – chiediamo con forza una immediata risposta alla nostra richiesta di convocazione del Consiglio comunale, presentata mesi fa ai sensi dell’art.14 del regolamento comunale, il quale prevede che decorsi 20 giorni dalla richiesta il Consiglio si riunisca”.

gi.fe.

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dic 06

“Giunta, strategie senza senso”

Terenzi all’attacco: “Penalizzato un giovane animato da genuina passione”

Novità, modifiche, situazione calda. Un nuovo gruppo consiliare “Uniti per Arcevia” del quale fanno parte l’assessore socialista Franco Fiori ed il comunista Renzo Ortolani (capogruppo) si è formato nel consiglio comunale della cittadina montana. I due esponenti politici sono usciti dal gruppo della Sinistra Aperta a seguito delle controverse sorte con il capogruppo l’esponente del Sel Mattia Tisba.

“Sancita definitivamente – sottolinea il capo gruppo dell’opposizione di Partecipazione e Trasparenza Anna Terenzi – la spaccatura in seno alla maggioranza e il conseguente isolamento del consigliere Mattia Tisba. Dispiace constatare, senza voler entrare nel merito delle motivazioni che sono alla base di certe decisioni, che ad essere penalizzato sia ancora una volta un giovane, il più giovane, animato da ideali e da genuina passione, che, orgogliosamente, non ha voluto piegarsi agli schemi e ai modi della vecchia politica. Viene spontaneo affermarlo considerato il pluridecennale percorso politico di alcuni di coloro che siedono in consiglio anche con incarichi in giunta! La fede e l’entusiasmo giovanile, cioè il nuovo, che cerca di farsi strada – precisa Anna Terenzi – cozza e si infrange contro il vecchio che resiste! E questo ci induce ad una riflessione di carattere politico: gli accordi elettorali fra centro-sinistra e sinistra sono destinati tutti al fallimento, nelle piccole realtà come nelle grandi, a livello locale come a livello centrale”.

Concludendo Anna Terenzi fa una riflessione sulla mozione presentata dal suo gruppo in merito alla rimodulazione degli orari fra i diversi uffici comunali in vigore oramai da diversi mesi che “ha generato – fa presente – fra i cittadini, residenti e non, molto malcontento e continue lamentele, a causa dei disagi e dei disservizi che ne sono derivati, dei quali il sindaco e gli amministratori, tenuti a deliberare sull’argomento, non possono non essere a conoscenza. La mozione è stata respinta con motivazioni solo in parte condivisibili: infatti l’efficienza degli uffici non può prescindere dall’efficienza dei servizi e da un’adeguata accoglienza essendo il Comune, per definizione, una istituzione al servizio del cittadino”.

“Questa giunta e la sua maggioranza – conclude la sua osservazione Terenzi, dando un giudizio politico generale – hanno perso una bella occasione per recuperare, con un atto di concreta disponibilità, e soprattutto a costo zero, la disaffezione e la diffidenza dei cittadini arceviesi sempre più critici e lontani da chi li amministra”.

Orari degli uffici. Ecco la mozione: Nella mozione che è stata presentata dagli esponenti dei partiti d’opposizione lamentando la tardiva apertura alle ore 10 degli uffici e per alcuni (nello specifico quello tecnico e quello per i tributi), troppo limitato accesso al pubblico, nonché la differente modulazione degli orari fra i diversi uffici richiedevano di adottare fermo restando l’apertura al pubblico al sabato dell’ufficio anagrafe il seguente orario degli uffici: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8,30 alle ore 12,30 ed il giovedì nel pomeriggio nella fascia che va dalle ore 15,30 alle ore 17,30.
martedì, 6 dicembre 2011                                                                     GINO FELICETTI,

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nov 29

Oggi consiglio comunale ad Arcevia
Assestamento di bilancio all’ordine del giorno

Arcevia Torna a riunirsi questa pomeriggio alle 18 il consiglio comunale.

Tra i nove punti posti all’ordine del giorno oltre alle comunicazione del sindaco Bomprezzi previste in apertura figurano: la variazione e le attribuzioni delle deleghe agli assessori ed ai consiglieri, l’assestamento di bilancio; la convenzione del servizio di tesoreria; la gara di appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, la differenziata, la pulizia del suolo ed i servizi di igiene urbana; un paio di ordini del giorno sul mantenimento della sezione distaccata del tribunale di Fabriano e sulla centrale termoelettrica di Corinaldo ed una mozione presentata dal gruppo di Partecipazione e trasparenza per Arcevia sulla rimodulazione degli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali.

martedì, 29 novembre 2011

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lug 08

a cura di Anacleto Flori
Commossa gratitudine

Arcevia (An). «Compito di un monumento è quello di monēre, cioè di far ricordare, di far tenere vivi nel cuore di tutti noi quei valori che da sempre animano la nostra Istituzione, sicuro argine e ferma difesa della sicurezza della nazione e delle istituzioni democratiche. Sono quegli stessi valori per i quali ogni giorno le donne e gli uomini della Polizia di Stato compiono quotidianamente il proprio dovere nonché atti di eroismo per il bene del nostro Paese, talvolta fino all’estremo sacrificio. A loro va il nostro ricordo, colmo di gratitudine, di cui questo monumento è tacita, ma eloquente espressione». Con queste toccanti parole il questore Arturo De Felice, ha inaugurato nella bella cittadina marchigiana il monumento ai Caduti della Polizia di Stato, opera del Maestro Bruno di Arcevia donata dall’Amministrazione comunale. Il monumento, il primo in Italia ad essere collocato in un luogo pubblico, raffigura un poliziotto ferito che porge un ramo di quercia verso la grande croce che sormonta la vicina chiesa di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato. La cerimonia d’inaugurazione è stata preceduta dalla tradizionale processione alla volta della chiesa accompagnata da una pattuglia a cavallo della Polizia di Stato. Particolarmente toccante è stato il momento in cui è stato sollevato il drappo tricolore che avvolgeva l’opera del maestro: un passaggio di grande emozione sottolineato dalle note de Il Piave e dagli onori militari resi ai Caduti da un picchetto in armi. Il complesso monumentale è stato poi benedetto dal coordinatore vicario dei cappellani don Angelo Oddi e dal cappellano territoriale di Ancona, don Antonello Lazzerini. La cerimonia si è conclusa con la preghiera di consacrazione a San Michele Arcangelo.

http://www.poliziadistato.it/poliziamoderna/articolo.php?cod_art=2369

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lug 05

Ad Arcevia acque agitate nell’amministrazione di centrosinistra
Tisba: “Esco dalla maggioranza”

Arcevia Acque agitate in seno all’amministrazione di centrosinistra. Pomo della discordia che ha alimentato i dissapori è la presa di distanza del capogruppo della sinistra Mattia Tisba, che nel suo intervento in occasione del bilancio preventivo del corrente anno ha preannunciato la volontà di uscire dalla maggioranza. “Come rappresentante di Sel e come giovane consigliere arceviese, ho deciso – ci ha fatto presente Mattia Tisba – di astenermi dal votare il bilancio di previsione 2011 e di concludere questa esperienza amministrativa. Proseguirò il mio mandato di consigliere dall’esterno della maggioranza, continuando comunque ad agire per il bene di tutti, sia di chi mi ha votato, sia di chi non lo ha fatto. L’obiettivo è portare avanti idee precise ed essere nelle condizioni migliori per farlo, a prescindere da maggioranza o opposizione. So benissimo che i prossimi mesi saranno molto difficili a causa delle dure scelte da fare. Proprio per questo ho voluto smarcarmi da chi in questi due anni ha di fatto ignorato il mio impegno politico. Voglio poter contribuire in modo serio, con la mia visione politica chiara, al bene della comunità arceviese”. L’esponente di Sel ci ha parlato poi della situazione del Comune, che definisce “molto critica ed in balia di un’acuta crisi demografica, dove da quest’anno i tagli selvaggi effettuati dal governo centrale stanno mettendo in difficoltà persino la tenuta dei servizi fondamentali offerti alla cittadinanza, sanità in primis. Per questo c’è bisogno che l’amministrazione comunale agisca con progettualità, mettendo in campo scelte chiare, lungimiranti e a vantaggio dei giovani. Per costruire ciò è indispensabile agire da squadra, con un confronto serio e sincero. Cosa che finora non è stata possibile. E’ esemplare la questione del centro d’aggregazione giovanile la proposta che ho avanzato come consigliere con delega alle politiche giovanili la quale non è stata neanche discussa, anzi la giunta ha approvato un proprio progetto senza nemmeno consultarmi, scavalcando di fatto il mio ruolo istituzionale. Un altro esempio: in seguito all’assemblea pubblica sulla sanità organizzata da Sel abbiamo ricevuto da parte del Pd arceviese attacchi pieni di contraddizioni, imbastiti per puri fini di propaganda. Una dimostrazione dell’atteggiamento che c’è stato da sempre nei nostri confronti, irresponsabile e fondato tutto sulla rivalità partitica, che nei fatti ha impedito un confronto serio tra le varie componenti”.

g.f.,

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lug 03

Il bilancio passa, ma c’è la sorpresa
Si astiene il capogruppo della sinistra Tisba. Aumentano le rette per l’asilo nido e i trasporti scolastici.

Arcevia Via libera al bilancio di previsione del corrente anno e quello pluriennale 2011/2013 il quale è stato approvato con il placet della maggioranza di centro sinistra fatta eccezione per l’astensione del capogruppo della sinistra Mattia Tisba che ha motivato la sua decisione a causa di un certo modo di agire nei suoi confronti.

Come dire un distinguo per ora dell’esponente di Sel Tisba che ha la delega alle politiche giovanili, un avvertimento che porta alla luce una oramai cronica maretta nella maggioranza che fa prefigurare anche una sua prossima uscita dal governo locale. Dai banchi dell’opposizione il gruppo di Partecipazione e Trasparenza per Arcevia ha espresso invece pollice avverso sul voto al bilancio.

Aspro e polemico verso il governo centrale è stato l’intervento del sindaco Andrea Bomprezzi che ha definito un bilancio di “lacrime e sangue” .Si sta sistematicamente “distruggendo il nostro stato sociale” ha affermato il primo cittadino – che ha prefigurato un quadro “devastante che si sta scaricando con tagli dolorosi sugli enti locali. Il prossimo anno dovremo mettere in discussione tutto , fare scelte difficili e coraggiose per difendere quello che abbiamo costruito e dobbiamo sempre più continuare sulla politica dell’associazione dei servizi con altri Comuni”.

“La situazione economica generale del paese – ha evidenziato il vice sindaco Dalmiro Lenci – ha influito pesantemente sulla sua redazione e lo scenario programmatico per i prossimi anni mette in evidenza notevoli difficoltà per gli amministratori degli enti locali che si troveranno a subire ancora una volta una decurtazione delle entrate in presenza di vincoli molto stringenti”.

Sostanzialmente confermate le tariffe salvo l’incremento che si registra sulla retta mensile dell’asilo nido che passa da 300 a 350 euro (+ 16,67%) e sui trasporti scolastici la cui quota mensile varia da 30 a 35 euro (+16,67%). Ampio dibattito nel corso del quale il gruppo di opposizione di Partecipazione e Trasparenza per Arcevia ha espresso la sua massima contrarietà. “Approvare un bilancio preventivo dopo sei mesi – ha detto Stefania Palazzesi – dall’inizio dell’esercizio è una contraddizione in termini. Scarsa la progettualità , assenti gli investimenti inesistenti le novità. Questo bilancio rappresenta in modo chiaro come è l’approccio dell’amministrazione comunale nella gestione della cosa pubblica, cioè l’atteggiamento tipico del ‘tirare a campare’.

Deludente – ha definito – dell’assessore Fiori in merito alla scuola elementare di Piticchio che non ha risposto su cosa l’amministrazione sta facendo di concreto per evitarne la chiusura. Emblematico l’intervento del consigliere Tisba che prendendo le distanze dalla maggioranza ha rimarcato come nella stessa manchi coesione condivisione delle scelte. Che dire: sono proprio alla frutta”.

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giu 11

Romano, dichiarato stato di calamità per aiutare agricoltori di Sicilia e Marche
(10/06/2011)

“È stato dichiarato lo stato di calamità a seguito delle piogge alluvionali e persistenti che hanno colpito alcuni territori della Regione Sicilia e della Regione Marche, causando danni alle strutture aziendali nel periodo tra l’autunno 2009 e l’inverno 2010-2011. In questo modo, gli agricoltori situati nei territori delimitati, potranno far fronte ai danni subiti dalle strutture aziendali, alla ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte, mediante i contributi assicurati dal Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 102. Inoltre, potranno essere ripristinate le infrastrutture pubbliche a servizio delle attività agricole segnalate dalla Regione Marche, con oneri a carico del Fondo di solidarietà nazionale”.

Lo ha reso noto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, dopo aver firmato i decreti, inviati alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione, con i quali ha dichiarato lo stato di calamità naturale a carico di alcuni Comuni, appartenenti alle Province di Agrigento, Palermo, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino.

Per accedere agli aiuti previsti, i produttori agricoli devono dimostrare di aver subito danni superiori al 30% della produzione lorda vendibile.

Le domande di intervento potranno essere presentate alle autorità regionali competenti entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

I comuni interessati dal D.M. 12517 del 09/06/2011 PIOGGE ALLUVIONALI DAL 15/09/2009 AL 31/03/2010 sono:
Provincia di AGRIGENTO: CAMMARATA, CASTELTERMINI, SAN GIOVANNI GEMINI.
Provincia di PALERMO: ALIA, ALTOFONTE, BISACQUINO, CACCAMO, CAMPOFELICE DI FITALIA, CASTRONOVO DI SICILIA, CEFALA’ DIANA, CHIUSA SCLAFANI, CIMINNA, COLLESANO, CORLEONE, GERACI SICULO, LERCARA FRIDDI, MARINEO, MEZZOJUSO, MISILMERI, MONREALE, MONTEMAGGIORE BELSITO, PALAZZO ADRIANO, PARTINICO, PETRALIA SOTTANA, PIANA DEGLI ALBANESI, POLIZZI GENEROSA, PRIZZI, ROCCAMENA, ROCCAPALUMBA, SAN GIUSEPPE JATO, SAN MAURO CASTELVERDE, SCILLATO, SCLAFANI BAGNI, TERMINI IMERESE, VENTIMIGLIA DI SICILIA, VICARI, VILLAFRATI.
I Comuni interessanti dal D.M. 12517 del 09/06/2011 PIOGGE ALLUVIONALI DAL 01/03/2011 AL 3/03/2011 sono:

Territori delimitati per i danni alle strutture aziendali:

Provincia di ANCONA: CASTELFIDARDO

Provincia di ASCOLI PICENO: CARASSAI, CASTEL DI LAMA, COLLI DEL TRONTO, CUPRA MARITTIMA, GROTTAMMARE, MASSIGNANO, MONSAMPOLO DEL TRONTO, MONTEFIORE DELL’ASO, MONTEPRANDONE, RIPATRANSONE, SAN BENEDETTO DEL TRONTO, SPINETOLI.

Provincia di FERMO: BELMONTE PICENO, FERMO, MONSAMPIETRO MORICO, MONTE GIBERTO, MONTE SAN PIETRANGELI, MONTE URANO, MONTEGRANARO, PONZANO DI FERMO, SANT’ELPIDIO A MARE, TORRE SAN PATRIZIO.

Provincia di MACERATA: CIVITANOVA MARCHE, CORRIDONIA, MACERATA, MONTE SAN GIUSTO, MONTECASSIANO, MONTECOSARO, MONTELUPONE, MORROVALLE, PORTO RECANATI, POTENZA PICENA, RECANATI.

Territori delimitati per i danni alle infrastrutture pubbliche a servizio delle attività agricole:

Provincia di ANCONA: AGUGLIANO, ANCONA, ARCEVIA, BELVEDERE OSTRENSE, CASTELBELLINO, CASTELFIDARDO, CASTELPLANIO, CERRETO D’ESI, CUPRAMONTANA, FALCONARA MARITTIMA, FILOTTRANO, GENGA, MAIOLATI SPONTINI, MERGO, MONTECAROTTO, MORRO D’ALBA, OFFAGNA, POGGIO SAN MARCELLO, POLVERIGI, RIPE, ROSORA, SANTA MARIA NUOVA, SASSOFERRATO, SERRA DE’ CONTI, SERRA SAN QUIRICO.

Provincia di ASCOLI PICENO: ACQUASANTA TERME, ACQUAVIVA PICENA, APPIGNANO DEL TRONTO, ARQUATA DEL TRONTO, ASCOLI PICENO, CARASSAI, CASTEL DI LAMA, CASTIGNANO, CASTORANO, COLLI DEL TRONTO, COMUNANZA, COSSIGNANO, CUPRA MARITTIMA, FOLIGNANO, FORCE, GROTTAMMARE, MALTIGNANO, MASSIGNANO, MONSAMPOLO DEL TRONTO, MONTALTO DELLE MARCHE, MONTEDINOVE, MONTEFIORE DELL’ASO, MONTEGALLO, MONTEMONACO, MONTEPRANDONE, OFFIDA, PALMIANO, RIPATRANSONE, ROCCAFLUVIONE, ROTELLA, SAN BENEDETTO DEL TRONTO, SPINETOLI, VENAROTTA.

Provincia di FERMO: ALTIDONA, AMANDOLA, BELMONTE PICENO, CAMPOFILONE, FALERONE, FERMO, FRANCAVILLA D’ETE, GROTTAZZOLINA, LAPEDONA, MAGLIANO DI TENNA, MASSA FERMANA, MONSAMPIETRO MORICO, MONTAPPONE, MONTE GIBERTO, MONTE RINALDO, MONTE SAN PIETRANGELI, MONTE URANO, MONTE VIDON COMBATTE, MONTE VIDON CORRADO, MONTEFALCONE APPENNINO, MONTEFORTINO, MONTEGIORGIO, MONTEGRANARO, MONTELEONE DI FERMO, MONTELPARO, MONTERUBBIANO, MONTOTTONE, MORESCO, ORTEZZANO, PEDASO, PETRITOLI, PONZANO DI FERMO, PORTO SAN GIORGIO, PORTO SANT’ELPIDIO, RAPAGNANO, SANT’ELPIDIO A MARE, SANTA VITTORIA IN MATENANO, SERVIGLIANO, SMERILLO, TORRE SAN PATRIZIO.

Provincia di MACERATA: ACQUACANINA, APIRO, APPIGNANO, BELFORTE DEL CHIENTI, BOLOGNOLA, CALDAROLA, CAMPOROTONDO DI FIASTRONE, CASTELRAIMONDO, CASTELSANTANGELO SUL NERA, CESSAPALOMBO, CINGOLI, CIVITANOVA MARCHE, COLMURANO, ESANATOGLIA, FIASTRA, FIORDIMONTE, FIUMINATA, GAGLIOLE, GUALDO, LORO PICENO, MATELICA, MOGLIANO, MONTE CAVALLO, MONTE SAN GIUSTO, MONTE SAN MARTINO, MONTECASSIANO, MONTELUPONE, MORROVALLE, MUCCIA, PENNA SAN GIOVANNI, PETRIOLO, PIEVE TORINA, PIEVEBOVIGLIANA, PIORACO, POGGIO SAN VICINO, POLLENZA, PORTO RECANATI, POTENZA PICENA, RECANATI, RIPE SAN GINESIO, SAN GINESIO, SAN SEVERINO MARCHE, SANT’ANGELO IN PONTANO, SARNANO, SEFRO, SERRAPETRONA, SERRAVALLE DI CHIENTI, TOLENTINO, TREIA, URBISAGLIA, VISSO.

Provincia di PESARO e URBINO : ACQUALAGNA, APECCHIO, AUDITORE, BELFORTE ALL’ISAURO, BORGO PACE, CAGLI, CANTIANO, CARPEGNA, COLBORDOLO, FERMIGNANO, FRATTE ROSA, FRONTINO, FRONTONE, LUNANO, MACERATA FELTRIA, MERCATELLO SUL METAURO, MONDAVIO, MONTE CERIGNONE, MONTE GRIMANO TERME, MONTE PORZIO, MONTECALVO IN FOGLIA, MONTECOPIOLO, PEGLIO, PERGOLA, PESARO, PETRIANO, PIANDIMELETO, PIETRARUBBIA, PIOBBICO, SAN COSTANZO, SAN LORENZO IN CAMPO, SANT’ANGELO IN VADO, SANT’IPPOLITO, SASSOCORVARO, SASSOFELTRIO, SERRA SANT’ABBONDIO, TAVOLETO, URBANIA, URBINO.

Fonte: www.politicheagricole.it

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giu 09

Il servizio chiuso ai non residenti. Si pensa a una strategia.
Arcevia, cresce l’allarme sulla sanità Ora è a rischio anche la radiologia

La sanità tiene sempre banco e vivacizza la quotidianità della comunità locale, cosa che non sfugge al sindaco Bomprezzi. Dissapori sono emersi nei giorni scorsi sulla Potes ubicata nel capoluogo non tanto perché presta servizio malgrado le ripetute proteste quasi sempre senza il medico a bordo, ma in modo particolare perché sulla scorta di poco comprensibili decisioni in varie occasioni non è stata chiamata ad intervenire per portare assistenza in località limitrofe preferendo chiamare ambulanze dislocate più lontane dal punto della richiesta d’intervento. Un fatto questo che sembra al momento rientrato, ma che ha fatto comunque pensare ad una possibile strategia statistica. Ma i “dispetti” – si commenta – non si sono fermati qui. Proprio in questi giorni infatti un’altra situazione poco chiara ha preso quota.

Quella del servizio di radiologia (messo tra l’altro in piedi anche grazie a donazioni raccolte in loco). Non è passata indifferente in modo particolare all’utenza non locale che si serve della struttura arceviese. Si è scoperto infatti che per presunte disposizioni, il servizio era ritornato come nell’avvio interdetto ai non residenti. Anche in questo caso proteste , concitati contatti con l’Asur senigalliese e poi finalmente assicurazioni che l’anomalia sarebbe stata ricorretta. Ma perché tutto ciò ci si domanda? E’ un discorso di statistica – commentano i maligni – si vuole speculare sulla percentuale di utilizzo della Potes prima e del servizio di radiologia ora. Con un numero più basso di utilizzo in futuro si potrebbe dimostrare dati alla mano che il servizio potrebbe essere tagliato o limitato e pertanto strada aperta ai possibili ridimensionamenti. Due episodi che stando alle poche notizie emerse sarebbero stati al momento tamponati. Ma il domani ?…

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mag 30

dot Consiglio Grande sulla Sanità, Battisti: ‘Difendiamo la sanità pubblica’

Oggi a Senigallia, per la prima volta, grazie alla richiesta della nostra lista, il gruppo e movimento Partecipazione, insieme al gruppo di Rifondazione Comunista, stiamo dando la possibilità ai cittadini di ascoltare e agli esperti di parlare sul tema della Sanità, assumendosi (parlo degli esperti qui presenti) le responsabilità delle affermazioni che faranno. C’è tanta gente preoccupata che li ascolta. E spero che dopo daranno risposte. Perché finora avete tenuto nascosto tutto.

Non può essere accettabile la pesante riduzione della rete di emergenza e assistenza sul territorio.

In numerosi centri della regione vengono ridimensionati i servizi di primo intervento, le postazioni delle ambulanze (anche delle associazioni di volontariato), le guardie mediche.

Siamo stati noi a tirare fuori la Determina numero 240 con tutte le conseguenze, secondo noi nefaste, che produrrebbe sul nostro territorio. Sia a Senigallia che nell’entroterra in molti ci hanno ringraziato perché il dibattito sulle problematiche del futuro della Sanità non c’è mai stato. Secondo quanto letto in un documento ufficiale, la famosa determina, nel prossimo futuro ad Arcevia l’ambulanza avrà a bordo solo infermieri (invece del dottore) e dovrà occuparsi forse anche di Sassoferrato. Ad Ostra viene soppressa la Guardia medica in ossequio alla previsione di una sede ogni 20.000 abitanti, senza tenere conto delle deroghe riferite alla vastità del territorio ed alle caratteristiche della viabilità….e ai cittadini e le loro esigenze, che è la cosa fondamentale. Né è accettabile la proposta di utilizzare le risorse risparmiate verso il potenziamento del Pronto Soccorso di Senigallia, in quanto si tratta di uno scambio tra servizi del tutto incongruenti, che rispondono a bisogni assistenziali differenti.

A Senigallia restano i problemi tante volte denunciati (la Guardia Medica in un posto fatiscente, i tempi di attesa al Pronto Soccorso, le liste di attesa, le carenze dell’assistenza sul territorio ecc.).

Per l’Ospedale, l’ipotesi di accorpamento dei reparti resta indeterminata e priva di qualsiasi progetto di qualità, mentre nei prossimi mesi estivi (quando la popolazione di Senigallia raddoppia) verranno sperimentate forme di accorpamento più lunghe rispetto gli anni scorsi, per evitare di sostituire il personale in ferie. E chissà che non si rimanga così per sempre.

Noi facciamo una proposta non demagogica, perchè il nostro ruolo di Amministratori della città ce lo impone. Noi rilanciamo, ci siamo stancati di vederci piano piano togliere tutto. Per la riqualificazione dell’Ospedale di Senigallia c’è bisogno che questo venga riconosciuto come struttura di rete, sede ufficiale (come succede in tantissimi altri paesi delle Marche, del Dipartimento d’Emergenza e Accettazione -DEA.

Questa scelta organizzativa garantisce, oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di pronto soccorso, anche le funzioni di osservazione, breve degenza, rianimazione, ed interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia). Sono inoltre assicurate prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali.

Il Dipartimento di Emergenza e Accettazione ha come compito la diagnosi e la terapia delle patologie di specialità medica e chirurgica in continuità di orario. All’interno dell’organizzazione dipartimentale afferiscono diverse Unità Operative che collaborano quotidianamente tra di esse per assicurare all’utenza un percorso diagnostico-terapeutico integrato e qualitativamente elevato.

Piuttosto che prevedere accorpamenti finalizzati al risparmio grazie alla riduzione di personale e, quindi, di servizi, si tratta di valorizzare le strutture, i reparti, le specialità già esistenti, tramite il modello organizzativo multidisciplinare connesso al Dipartimento d’Emergenza e Accettazione.

Si tratta di una soluzione che permette anche una distribuzione dei presidi sanitari sul territorio regionale senza dubbio più equilibrata, garantisce la salvaguardia del ruolo centrale della sanità pubblica, risponde ad un progetto per il futuro corrispondente al ruolo che dovrebbe spettare in tutti i campi ad una città come Senigallia, tra le più importanti delle Marche.

Per avere un Dea funzionante non servono milioni di euro, la nostra proposta non è demagogica è molto precisa: mancano 4 radiologi, due dottori al Pronto Soccorso di notte invece che uno e macchinari che siano nuovi ed efficienti.

Nella sanità pubblica non si può scendere sotto la soglia che garantisce servizi irrinunciabili e vitali per tutta la popolazione.

La Regione Marche, in ossequio ai tagli operati del Governo nazionale (che ancora dobbiamo capire quali e quanti sono….e probabilmente ci saranno meno entrate ma non tagli), vuole ridurre la spesa sanitaria a partire da quella per i dipendenti, ma la riduzione del personale equivale alla riduzione dei servizi, a tutto vantaggio della sanità privata.

Rispetto per gli operatori sanitari e per i cittadini, ci vuole rispetto.

Inoltre, il Sindaco e la Giunta hanno preferito non informare la cittadinanza circa l’estrema gravità della situazione.

Del resto, come dicevamo, siamo stati noi a divulgare i contenuti malaugurati delle delibere regionali e a chiedere la convocazione del Consiglio Grande come momento di trasparenza verso tutti i cittadini. La democrazia impone delle scelte, ma in primo luogo la partecipazione e il confronto prima della decisioni.

Senigallia, il suo territorio e i paesi limitrofi hanno dato, a cominciare da venti anni fa con la chiusura degli ospedali interni. Hanno già dato. E’ ora di cominciare ad ottenere qualcosa.

Indignamoci! Opponiamoci! E soprattutto tutti insieme non assecondiamo i tagli del Governo.

da Paolo Battisti
consigliere Partecipazione

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mag 27

Sanità, il Consiglio Grande di Senigallia a rischio “passerella”
Opposizione contro l’atteggiamento di chiusura della maggioranza. “Ora basta tagli e sacrifici”

A due giorni dall’appuntamento del Consiglio Grande sulla sanità, i gruppi consiliari Partecipazione e Rifondazione tornano ad esprimere la loro perplessità su come è stata gestita finora la vicenda sanità. Perplessità dovuta anche al “serio rischio che si tramuti in una passerella per qualche esponente politico della maggioranza” dato che solo dopo che il territorio si è smosso e ha fatto sentire la propria voce, i vertici regionali hanno di fatto sospeso la famosa determina n° 240 con cui si progettava il riordino della sanità marchigiana.

“Ci fa piacere che la nostra proposta sia stata approvata all’unanimità” esordisce Paolo Battisti di Partecipazione. “Certo, è arrivata dopo mesi di dubbi e domande senza risposte, ma intanto, grazie anche a questa mobilitazione, non solo nostra ma di tutto il territorio, il consiglio grande è stato convocato, la determina 240 è per ora sospesa e sembra di nuovo tutto in gioco”.

Sabato 28 maggio si terrà il Consiglio Grande sulla sanità in sessione straordinaria alle ore 9:30 per discutere del tema “Diritto alla salute, difesa della sanità pubblica e politiche regionali ricadenti nella zona territoriale 4”. Durante la seduta si terranno le relazioni (oltre che del SIndaco di Senigallia Maurizio Mangialardi in qualità anche di Presidente della Conferenza dei Sindaci) dell’assessore regionale alla sanità dr. Almerino Mezzolani, del presidente della commissione regionale alla sanità dr. Francesco Comi e del direttore di zona dell’Asur n.4, dr. Franco Pesaresi.

Solo in un secondo momento e dopo una vivace discussione in Commissione, è stato ufficialmente invitato (su proposta di PdL, Partecipazione e Rifondazione, vista l’assenza di altri relatori di competenza) l’On. Carlo Ciccioli, Vice Presidente della Commissione “Affari Sociali e Sanità” della Camera dei Deputati. “Nonostante gli steccati politici che ci separano, serve una voce competente sull’argomento – dichiarano i tre consiglieri di opposizione – visto che nessun membro del Governo ha dato risposta”; nella precedente occasione sulla finanziaria era intervenuto il Senatore Mario Baldassarri, Presidente della Commissione Finanze del Senato.

“All’incontro di pochi giorni fa ad Ostra – continua Roberto Mancini, capogruppo di Partecipazione – sono emerse interessanti posizioni al di fuori delle linee di partito grazie agli interventi di esponenti appartenenti a schieramenti differenti, oltre che alla partecipazione degli Assessori comunali di Arcevia. Questo a dimostrare che il territorio vuole far sentire la propria voce, per cui cerchiamo di dare pluralità di posizioni almeno in questa occasione che abbiamo”.

Mancini prosegue proprio sul riordino della sanità: “già oggi c’è il forte rischio che i soccorsi non arrivino negli 8 minuti fondamentali per salvare la vita di chi sta male; con il riassetto proposto, Arcevia avrebbe sull’ambulanza solo personale infermieristico e non medico e dovrebbe occuparsi anche di Sassoferrato, mentre Ostra perderebbe la sua Guardia Medica, che giungerebbe a Senigallia come potenziamento per l’estate, quando Senigallia raddoppia la popolazione”.

Questo scenario già in passato descritto come nocivo per il territorio della Zona 4, lascia il posto alla proposta che Mancini, Rebecchini e Battisti avanzano, sempre nell’ottica delle strutture di rete: e cioè che l’ospedale di Senigallia venga riconosciuto come Dipartimento d’Emergenza e Accettazione (DEA), una scelta organizzativa che garantirebbe,oltre alle prestazioni di pronto soccorso, anche quelle di osservazione, breve degenza, rianimazione, medicina generale, chirurgia, ortopedia, traumatologia, cardiologia e diagnosi.
Tutto questo in una continuità oraria che potrebbe coprire anche le ore notturne grazie alle diverse unità operative che collaborerebbero in ottica qualitativa.
“Con questa proposta – annuncia Mancini – che presenteremo se riusciamo nei pochi minuti che ci verranno concessi, intendiamo avanzare una ipotesi seria in caso gli accorpamenti vengano realizzati come paventato dall’Asur”.

Più duro invece Rebecchini che dice basta alle accuse di terrorismo fioccate in questi mesi quando invece i Cosniglieri stavano solo denunciano le loro preoccupazioni e una gestione tutt’altro che pubblica e trasparente della materia: “Ora c’è solo da indignarsi, tutti quanti, contro chi sta zitto e applica i tagli, no contro di chi invece denuncia questa situazione”.

di Carlo Leone

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