Ospedale, Partecipazione e Rifondazione: ‘Basta con i sacrifici’
Partecipazione e Rifondazione Comunista lanciano una proposta per l’ospedale di Senigallia in vista del Consiglio Grande, sabato prossimo, sulla sanità e sulle politiche regionali riguardanti la zona territoriale 4. Interverranno l’assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani, il presidente della commissione regionale alla sanità Francesco Comi, il direttore della zona territoriale 4 Franco Pesaresi, i sindaci del territorio, le associazioni e i sindacati rappresentativi di categoria.
“Per riqualificare il nostro ospedale è necessario che questo venga riconosciuto come struttura di rete, sede del dipartimento d’emergenza e accettazione come già accade in altre strutture marchigiane – ha detto Roberto Mancini capogruppo di Partecipazione – questa scelta oltre alle prestazioni fornite dai nosocomi sede di pronto soccorso garantirebbe anche le funzioni di osservazione, breve degenza, rianimazione e interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia, ortopedia e cardiologia con unità di terapia intensiva”. Una struttura di questo tipo può assicurare anche i servizi forniti dal laboratorio di analisi e prestazioni di diagnostica per immagini e trasfusionali.
“Siamo soddisfatti dell’organizzazione del consiglio grande che riteniamo un’occasione importante per parlare pubblicamente di sanità ma siamo rammaricati per l’assenza di un esponente del governo nazionale nonostante la proposta avanzata dal PdL di invitare Carlo Ciccioli, vice presidente della commissione sanità alla Camera dei deputati, rigettata dalla maggioranza, – ha affermato Paolo Battisti, Partecipazione – non facciamo demagogia, Senigallia e il territorio hanno già fatto abbastanza sacrifici, ora basta”.
“Riteniamo grave che la determina 240 dell’Asur sia stata nascosta ai sindaci del territorio, – ha sottolineato Luigi Rebecchini, Rifondazione Comunista – il consiglio grande non deve essere una vetrina nè una passerella ma un momento di confronto dove sia dato spazio a tutte le voci”. “Anche all’interno del Partito Democratico si stanno formando delle crepe riguardo gli indirizzi della sanità a causa soprattutto dei tagli che colpiscono realtà come Ostra e Arcevia con la probabile sopressione della guardia medica e l’ambulanza con a bordo solo infermieri che dovrà occuparsi anche di Sassoferrato. – hanno aggiunto i consiglieri – E’ possibile inoltre che durante il periodo estivo, con il personale ridotto, si sperimenti l’ipotesi dei due maxi reparti”.
di Francesca Morici
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